The Velvet Underground & Nico

Dovrei mettere parecchi video in questo periodo ma non ho molto tempo per cercarli, scusatemi.

Ciò che segue non l’ho scritto io ma l’ho trovato su un sito che parlava di musica, di preciso in un post che parlava dei 10 dischi da ascoltare prima dei 18 anni 🙂 direi che sono ancora in tempo

The Velvet Underground & Nico

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Sono gli anni ’60 e nella West Coast il Flower Power sta avanzando, il sesso è libero e la rivoluzione hippie sta per raggiungere il suo apice.
Sulla East Coast, per esattezza nella Grande Mela, un nuovo gruppo sta nascendo i loro nome è Velvet Underground.
La voce e leader del gruppo è lui: Mr. Lou Reed affiancato dalla bellissima Nico, in questo primo album d’esordio.
La presenza nel gruppo da parte della giovane cantante tedesca fu voluta dal manager della band, l’artista e ideatore della Pop Art Andy Warhol.
La copertina ad oggi è un vero e proprio simbolo della sua arte: la banana con la una minuscola scritta Peel slowly and see (sbuccia lentamente e guarda) stampata accanto.
Rimuovendo la buccia spuntava fuori un’allusiva banana rosa shock rendendo il tutto più bizzarro e concettuale.
Il disco è un inno sacro alla triade dannata of sex, drugs and rock n’ roll.
I suoni, le melodie, i ritmi ma soprattutto i testi dei Velvet Underground non sono altro che una messa in musica di scritti di diario, un resoconto distorto e visionario delle notti in equilibrio sulle lamette sporche di coca, un tuffo in un cucchiaino annerito dalla fiamma respirando un aria satura per le centinaia di sigarette.
L’album non è che un enorme viaggio psichedelico nella metropoli accompagnati dal fantasma della paranoia e dell’ ansia, il tutto suggestionato da pesanti dosi di speed-ball e lsd.

La luce del sole che filtra attraverso le tende vi sveglia. Tirate su il torso, la bocca è impastata, avete ancora in dosso le scarpe e una fitta vi spacca le meningi. Vi alzate, la vista è ancora annebbiata. Siete li di fianco al letto, immobili, a fissare il nulla con le palpebre che stanno per richiudersi e ricascate sul letto alzando una nuvola di polvere. Dopo chissà quanto vi riprendete, c’è ancora il sole. E’ domenica mattina. Gli occhi sono sempre pesanti ma la vista è nitida e il dolore alla testa si è attenuato. Occhiali da sole, giubbotto, uscita. Siete in strada, c’è un gran rumore e chiasso per le strade di New York anche se è domenica mattina, gente che si muove da una parte all’altra della città in continuazione in modo frenetico e malato. Salite sul primo taxi libero e farfugliate all’autista l’indirizzo Lexington 125.
Scendete, siete arrivati, vi appoggiate al muro e lentamente scivolate giù. Mano destra taschino sinistro, tre colpi sul pacchetto morbido, una Marlboro rossa. Non vi resta che aspettare il vostro tipo. Passa una mezz’oretta e i mozziconi spenti sul marciapiedi iniziano a essere sette. Poco dopo, quando ormai l’ottava era metà, arriva e vi invita ad andare a bere qualche birra a casa sua. Vi mettete a sedere intorno un tavolo di legno circolare vi porge un bicchiere e mette in tavola una bottiglia di vino rosso. Il tempo passa ma te non hai la minima idea di che ore siano, vedi solo che il sole è ancora alto nel cielo ma non hai cognizione. La prima bottiglia è andata e una gemella si è appena unita a voi accompagnata da una canna che brucia sulle sue labbra dipinte di rosso mentre vi fissa con i suoi false and colored eyes. I sensi sono alterati, l’alcol sta agendo sul vostro sistema inibitorio e la conversazione è diventata più fluida e piccante. Il gioco si sposta in camera. Siete distesi sul letto, continuate a parlare. Sul comodino notate un libro. Il titolo è Venere in Pelliccia. Vi lasciate trasportare da lei mentre un vortice vi risucchia la mente e godete. Vi rivestite e prima di uscire lei vi poggia sulla mano un sacchetto pieno di polvere giallastra per ripagarvi della compagnia. Uscite da casa sua e iniziate a correre, correre, correre per non essere beccati con la roba addosso. Avete appena sorpassato Union Square, siete quasi a casa vostra, il vostro nido.
Appena entrate in casa notate il disordine e la confusione che fa da padrona dovuta alla festa della sera prima. Questo vi fa sorridere e sperare che ci saranno altre feste nel vostro futuro.Ti metti a sedere su un vestito di chissà qualche povera ragazza stropicciandolo tutto. Ti slacci la cintura e la stringi intorno al braccio sinistro. Scaldi la polvere nel cucchiaio, tre gocce di limone, un batuffolino di cotone e prelevi il tutto dentro alla siringa. Picchietti la vena, si gonfia, la pugnali con la punta dell’ago.

CITAZIONE
When I put a spike into my vein, and I’ll tell ya, things are quite the same, when I’m rushing on my run and I feel like a Jesus’ son.

Crollate all’indietro, il trip distorto inizia, la vostra mente è succube dell’ eroina. Vedi tutto nero e il tuo corpo è intorpidito sei inerme, completamente inetto ed inefficace. Sfuocato e sbiadito. Senti solo un fuoco che ti scorre lungo le vene. Afferri un coltello sul comodino accanto alle bucce di pompelmo (chi mi sgama sto riferimento, rispetto a vita) e fai scorrere la punta dell’indice sulla lama. Non senti dolore ma versi comunque lacrime di gioia estasiato dalla bellezza del colore così vivo del sangue. Inizi a incidere sulle lenzuola bianche.

CITAZIONE
E se il terrore delle epifanie ti ha portato alla vergogna
piega la testa per schivare
scegli da che parte stare
Se la pietra non va a segno si divida la didattica in due
spandi il colore dei sentieri dei topi tutto verde
non urlare prova tra i due
se scegli, se scegli, prova a perdere
perché la perdita dei resti vieni a cominciare
comincia il gioco I Chi-Chi Chi Chi I
Chi Chi Chi Ika Ta Ko scegli di scegliere
scegli di perdere, scegli di andare
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Pubblicato il giugno 21, 2012, in Music, Musica, rock con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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